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Saper perdere al poker, la psicologia della sconfitta.

Come saper perdere e conoscere la sindrome della sconfitta può aiutarti e farti vincere al poker?

Aiuta perché se conosci cosa scatta nel tuo subconscio quando perdi, sei meglio preparato per individuarle e combatterle, cosa che diminuirà le tue sconfitte e soprattutto ti farà vivere meglio.

Perdere è relativo: la psiche colpisce le persone, nel tempo e nel modo, in modo differente, in relazione alla propria tolleranza e storia personale.
Qualcuno con una cassa di 1000€ che perde un torneo da 5€ con un brutto colpo, bad beat, non batterà ciglio; La stessa perdita per qualcun altro potrebbe essere l’inizio di un cortocircuito mentale, il tilt.
Immaginatevi che avete una cassa di 50€, che erano 100€ e che dovete risistemarli prima che vostra moglie lo scopra, e il sito non ti permette di fare il versamento e che in più è il quinto brutto colpo di fila, e che qualcuno vi ha rigato la macchina… il cortocircuito si carica e si carica… per poi fondere tutto.

Psicologia di base e la reazione psicologica al perdere al tavolo:

Filosofia spicciola: perdere brucia! Non in modo astratto ma veramente.
Lo stomaco si contrae, l’acidità non ti fa dormire, la pressione del sangue monta, migliaia di muscoli si tendono e si contraggono, la testa inizia a far male, una sensazione di angoscia…
Non sono emozioni vaghe ma è l’effetto del perdere, la sindrome del perdere è un fatto reale, non è un modo di dire.

Allora?

Allora… quando gli esseri umani provano questo dolore e questa sgradevole sensazione vogliono una sola cosa: che vada via!
Come? Sei seduto di fronte al computer, clicchi su un altro gioco e un altro gioco ancora…
Il miglior modo affinché la pena vada via è di vincere…e vuoi farlo più in fretta possibile.
Aggiungete che siete ancora li ad insultarvi per come avete giocato le ultime mani…(insulto giustificato o no poco importa)
Come è possibile che avete giocato così bene per le ultime 8 ore e poi nelle ultime 6…
Mischiate il tutto e avete la formula matematica per il disastro!

Il tuo corpo vuole sentirsi meglio, la tua mente vuole provare di funzionare ancora, il tuo ego vuole riguadagnarsi l’auto-rispetto.
Forse le tue perdite ti causano dei problemi finanziari.
Tutto questo genera un esigenza indomabile di continuare a giocare.
Magari a limiti più alti per rifarsi: economicamente ma molto più spesso psicologicamente.
Hai impiegato 3 settimane per costruire la tua cassa , non vuoi perdere altre 2 settimane di tempo solo per un paio di brutti colpi.
In questo modo la pazienza e il senso di realtà vanno a farsi benedire: aumenti i limiti, inizi a giocare su più tavoli contemporaneamente e tutto questo per una mano “cattiva”, questo è quello che si definisce andare in Tilt.

Tutto questo ti suona familiare?
Capita ad ogni livello ed ad ogni gioco: sia che tu stia giocando a punti, sia che tu sia in torneo, sia che tu stia giocando a soldi, sia che tu stia giocando da soli 5 minuti…
Accade a tutti e a tutti i livelli.

La cosa importante che devi capire è che I sintomi di tutta questa rabbia sono fuori dal tuo controllo: il cuore batte; I polmoni respirano; il sangue circola.

L’altra cosa importante da capire è che: un buon giocatore di poker deve essere paziente, capace di astrarsi, e soprattutto un attitudine da neutra a positiva, ma sicuramente mai piangersi della sfortuna o del periodaccio.

Se sei sotto pressione, annebbiato dalla rabbia e preoccupato non fai altro che perdere i soldi e fare della beneficenza.

Cosa fare?

1- Conosci te stesso. Capire quando è il momento… Tu puoi perdere 5 tornei di fila senza che nulla accada, ma se la tua aspettativa è di vincere un torneo ogni 6… o tu puoi avere l’aspettativa di vincere a soldi 2 giorni ogni 3, quindi poche ore di perdite non creano problemi, ma se il terzo giorno si avvicina…
Devi conoscere e avere estremamente chiare le tue aspettative di vittoria e quando il limite si avvicina devi semplicemente staccare la spina, ossia smettere di giocare fino a che tutto sia di nuovo sotto controllo.

2- Conosci le tue aspettative. (questo è il segreto di una vita felice, prego prendere nota!) Non conosciamo il segreto della gioia e della vita ma sicuramente conosciamo il segreto dell’infelicità: L’infelicità è una aspettativa non soddisfatta: figli; denaro; una casa con balcone; laurearsi…
Le aspettative cambiano con il progredire della vita, questo accade anche nel poker.
Capita spesso alle donne dopo il matrimonio, troppo idealizzato e miticizzato, si: hanno un marito, una casa, nulla di veramente sbagliato ma…sono tristi, le aspettative erano troppo alte e o diverse dalla realtà.

Quali sono le tue aspettative? Sono realistiche? Pensi di essere invincibile? Pensi di vincere un braccialetto dopo solo tre anni che giochi?
Sei nuovo del poker; Hai bisogno di analizzare a fondo le tue aspettative e dove sei nella tua vita pokeristica.
Nel poker c’è una tassa da pagare: la tassa dell’apprendimento, si paga cara , devi trarne il massimo profitto invece di subirla e lamentarti.
Non solo siccome tutti pagano questa tassa è importante che tu cambi la tua mentalità in positiva e che tu tragga profitto dalla tassa degli altri giocatori, ascoltando e meditando le loro “mazzate”.
Le tue aspettative devono essere reali perché altrimenti il dolore della loro non soddisfazione ti manderà in tilt e innescherà una reazione a catena negativa ancora più dolorosa.

La soluzione è: aggiustare le proprie aspettative:
A 20 anni mi ero ripromesso di avere una Ferrari a 30, oggi ne ho 42, non ho la macchina ma ho una bellissima bambina.

Cosa fare per combattere l’effetto negative del perdere al poker?

Ci sarebbero altri punti da affrontare ed approfondire ma i due sopraesposti sono già metà dell’opera…

Eccovi alcuni suggerimenti per mettere in opera una strategia di controllo:

1- Smetti di giocare.

Se non puoi spegnere il tuo PC e uscire a fare una passeggiata, hai un problema.
Se il senso di rabbia e frustrazione non ti permettono di fare qualche passo all’aria fresca, e se iniziano a colpire seriamente la tua vita familiare ed economica, hai un problema che da solo non puoi riuscire a gestire, devi farti aiutare da un professionista.

Il poker non è così importante nella vita.

Se ti rendi conto che sei in questa fase e che hai bisogno di un aiuto sei già fuori dal ciclo del dolore e della frustrazione che innescano l’auto-distruzione.
Per molti di noi,giocatori di poker, non è percepito come un problema sociale, familiare o di vita: è semplicemente un problema di sessioni negative in rapporto alle sessioni positive, e quindi di minimizzare le perdite e pensare positivo.
Prova a spegnere il computer se pensi questo allora!
Hai perso? Accetta la perdita!
La perdita ti ha causato il cancro? No. La perdita ti ha fatto scappare la moglie? No.
Quindi metti la perdita nella sua giusta prospettiva, aspettativa e accettala.
La separazione fisica dagli stimoli, nel nostro caso, dalla sessione di gioco, calma tutto il corpo e tutto il sistema nervoso.
Il “vatti a fare un giro”, “prenditi una boccata d’aria”, “ha da passar nottata”, non sono modi di dire ma sono la saggezza popolare che ben prima della medicina hanno individuato cause e rimedi.

Se sei in tilt non puoi recuperare i soldi persi, ma puoi recuperare la serenità, che poi in seguito ti permetterà di tornare vincitore, quindi: fatti una passeggiata!

Fai qualcosa di fisico, costruttivo e non distruttivo, il classico pugno sul muro è un sollievo di breve effetto, hai bisogno di qualcosa di più profondo, tipo la staccionata di Karaté Kid o meglio ancora aiutare tua moglie nelle pulizie di primavera.
Una situazione vinco-vinco, tua moglie è contenta, passi del tempo di qualità con lei, e tu ti scarichi poco a poco.
Oppure giocare con i bambini, consumano una quantità di energia incredibile e ti fanno pensare ad altro.

Io stesso spesso mi trovo a guardare gli spazzini che svuotano i cassonetti nelle strada con invidia, un lavoro utile che ti aiuta a svuotare la testa dall’ossessione del poker.

Non leggere dei libri o gurdare la TV, non ti scarichi e sviluppi dei pensieri laterali e ossessivi sul poker: “chissà se I balenieri mentre cacciavano Moby Dick giocavano a poker?” “ma perché alla tele non fanno vedere il torneo di poker di SanRemo invece del festival?”

Quando hai perso era nel mezzo della notte? Hai fatto all-in con 66 contro AA?
Vai in bagno, lavati i denti, bevi un bicchier d’acqua, una boccata d’aria fresca, e se non riesci ad addormentarti prenditi un bicchiere di latte caldo con del cognac… e stacca la sveglia per il mattino dopo, dormi fino a che ne hai voglia.

Se vuoi giocare molte ore devi essere in perfetta forma fisica e mentale, appena uoi devi prenderti delle pause fisiche e mentali, sfrutta le pause a fondo, stirati, respira, cammina…

L’esercizio fisico aiuta a meglio sopportare le sessioni di gioco e i momenti di tilt, di rabbia, l’esercizio fisico sviluppa dell’endorfine che migliorano la tenuta rispetto ai bad beat.

Al torneo di Venezia hai perso? Fatti una lunga passeggiata per le calli e poi vai in un bel ristorante.

Banalità? Se non sei al 100% fisicamente e mentalmente i momenti di bad beat, bank-roll negativi avranno il sopravvento su di te e ti porteranno in un tilt da cui non ne uscirai indenne.
Solo se sei 100% in forma, 100% preparato, 100% rilassato, 100% concentrato il tuo gioco sarà al 100% ed immune dalla rabbia e frustrazione.

Cosa fare se la rabbia per una mano giocata male ti assale nel mezzo di un torneo?
Ricordati che grandi campioni sono ritornati e hanno vinto da situazioni impossibili, double-up dopo double-up hanno ricostruito il loro stake e poi hanno dominato il tavolo fino alla vittoria.
Riconosci la rabbia, riconosci che hai giocato male, relativizza, vai in bagno, beviti un caffè o qualsiasi cosa ti aiuti a rilassarti, e poi continua a giocare sereno e concentrato senza deviare dal tuo stile di gioco.
In questo modo stai investendo le tue energie e capacità al meglio, mano dopo mano, magari poi non vincerai ma la tua attitudine mentale e aspettative saranno cambiate e tu sarai consapevole e soddisfatto di aver fatto una battaglia epica, tornare in partita dall’inferno.

Fuori dal torneo con rabbia e frustrazione nel primo caso, se soccombi al tilt.

Fuori dal torneo con orgoglio e determinazione a fare meglio nel secondo caso.

Il risultato è lo stesso ma cambia l’attitudine, vincite consistenti in quantità e nel tempo sono il frutto del saper riconoscere i punti critici della propria psicologia della sconfitta.
Non puoi vincere se prima non perdi.

Se hai perso molto e sei divorato dalla rabbia, devi prenderti una pausa lunga.
Usa il tempo per studiare i libri sacri del poker, analizza le partite, guarda i campioni ma tu non giocare.
Le tue capacità di gioco non spariranno in questa pausa, ma molto probabilmente si affineranno.
Nel sito dove giocavi arriveranno nuovi polli e lo squalo che ti ha dato la mazzata finale magari sarà in vacanza.

2-Aggiusta le tue aspettative.

In generale più il limite è alto più I giocatori sono bravi ed esperti, è la tassa sull’apprendimento, solo giocando con I migliori il tuo gioco migliora.

L’importante è essere coscienti del proprio livello e sapere cosa si fa, se perdo contro un campione, imparo, non posso pretendere di guadagnare.

Pensi di avere un sesto senso per leggere gli avversari e le loro mani?
Sbagliato. Nessuno li ha, i cosiddetti feeling sono basati sull’esperienza, studio e analisi statistica.
Quando il tutto diventa come “innato” allora sembrano sesto senso o feeling.
È facile sentire quando si vince, quando si perde il tilt distrugge il sesto senso.

Un modo di aggiustare le aspettative a livelli più corretti è quello di tenere un diario di gioco in cui annotare le mani e le perdite.
Nel poker il passato influisce sul futuro, molti non capiscono per quale motivo sia importante ricordarsi di mani e mani.
È importante per avere una rappresentatività statistica corretta: se lanci la monetina 30 volte puoi avere 20 testa, ma se lo fai per 500 volte probabilmente avrai 250 e 250.
Devi adeguare le tue aspettative alla serie statistica delle tue mani: se perdi non è sfortuna, è il tuo obiettivo sbagliato o stai pagando la tassa d’apprendimento troppo cara, devi cambiare livello.

Nessuno vuol farsi dare consigli sulla sua cassa e come gestirla.
OK. Ma cerca di capire che la cassa ha delle fluttuazioni orarie, giornaliere, settimanali e minsili, aggiusta le tue aspettative rispetto a quello che ti puoi permettere di perdere in “scioltezza”.
Se giochi il 50% della tua cassa in una mano non ti devi poi imbufalire se perdi nel lungo periodo.

Tutti noi pensiamo a noi stessi come a dei campioni, unici, con il talento, ma alla fine tutti gli uomini nascono uguali, devi cambiare le tue aspettative rispetto al fatto che sei un uomo normale.

Pensi di poter giocare 6 ore al giorno quando la tua famiglia è attorno a te e chiede attenzione?
Devi cambiare le tue aspettative, non puoi giocare 6 ore al giorno.

Ci sono decine di altri parametri che dovrebbero essere regolati e aggiustati…

In poche parole: nella vita sei infelice, e nel poker pure, se le tue aspettative sono sballate rispetto alla realtà.

Se non sei un campione di poker non puoi vincere migliaia di euro.

Se sei consapevole di non essere un campione di poker, sai che devi pagare la tassa di apprendimento per migliorarti e poi domani vincere le migliaia di euro.

Non sei contento del tuo lavoro; Il tuo capo ti odia: cambia le aspettative e sarai capace di trovare una nuova via, lavoro per essere felice.

Sapendo dove ti posizioni sullo spettro dei giocatori di poker, tra principiante e professionista, tra inesperto e esperto, ti aiuta a capire come posizionarti economicamente e a posizionare la tua cassa e le aspettative in relazione.

Capire che devi imparare significa che, la tassa d’apprendimento, i soldi che perdi con i più bravi, diventano un fatto positivo, nulla di cui arrabbiarsi e andare in tilt, anzi…
Se non perdi come puoi sapere le tue debolezze e quindi focalizzarti per migliorarle?

Puoi girare una perdita al poker in un’esperienza positiva?

Giochi testa a testa con un giocatore molto più forte di te? Le carte non girano? Sorridi e pensa a quello che puoi imparare da quella sessione.
Prendi note, ricordati dei dettagli, come gioca AA contro i tuoi due Re.
Non farai i soldi ma non ti arrabbierai e avrai imparato molto.

Per ricapitolare:

1- Non tutte le perdite attivano la sindrome della perdita, cerca di capire cosa ti fa scattare e lavoraci sopra.

2- Aggiusta le tue aspettative in modo che queste reazioni di rabbia e frustrazione accadano meno, in denaro e in frequenza, possibile.

3- Se vai in Tilt, la rabbia e la frustrazione ti mangiano, riconosci I sintomi e cerca di smorzare il tilt. Se sei in un torneo, lontano dalle pause, gioca ancora più stretto e cerca di pensare ad altro, fino a che la rabbia sarà sopita.
Magari perdi lo stesso ma se ti si presenta una piccola possibilità sarai lucido per sfruttarle, altrimenti no

4- Se il Poker influisce sulla tua famiglia o tue finanze, ricordati che è un gioco e fatti aiutare.

5- Causa-effetto, una azione psicologica richiede una reazione fisica e viceversa: Se perdi, smetti di giocare per qualche tempo.

6- Conosci il tuo gioco\stile in modo da adattarlo ad ogni circostanza e aggiustare le aspettative.

E per finire, se non ti diverti e la rabbia ti consuma, perché continui a giocare a poker?

Se ti piace il poker, la vita è troppo corta per soffrirne e negarti la gioia di giocare:
Cerca il tuo stile con i giusti limiti e pensa positivo.

Marco Tigre Melai

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